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Rileggiamo i classici

 
     
 

I libri che da sempre emozionano le donne

 
     

  Anna Karenina di Lev.Tolstoj
     
  Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen
     
  Emma di Jane Austen
     
  La casa degli Spiriti di Isabel Allende
     
  La signora delle Camelie di Alexandre Dumas (figlio)
     
  Le affinità elettive di Johann Wolfgang Goethe
     
  Madame Bovary di Gustave Flaubert
     
  Cime Tempestose di Emily Bronte
     
  L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera
     
  Casa di bambole di Henrik Ibsen
     
  Guerra e Pace di Lev. Tolstoj
     
  La coscienza di Zeno di Italo Svevo
     
  Delitto e Castigo di Fedor Michajlovic Dostoevskij
     

 
 

Anna Karenina di Lev.Tolstoj

Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. "In Anna Karenina è rappresentata - scrive Natalia Ginzburg - la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità". Tra i primi lettori il libro ebbe Dostoevskij che così ne scrisse: "Anna Karenina è un'opera d'arte assolutamente perfetta. Vi è in questo romanzo una parola umana non ancora intesa in Europa... e che pure sarebbe necessaria ai popoli d'Occidente".

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

E' uno dei primi romanzi della scrittrice inglese. Lo iniziò a ventun'anni, ma dopo il rifiuto di pubblicarlo di un editore londinese, restò in un casseto fino al 1813, da quando non ha mai smesso di essere considerato uno dei più importanti romanzi della letteratura inglese. Le vicende delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, il contrasto fra Elizabeth e l'altezzoso Darcy sono raccontati con uno spirito di osservazione implacabile e quasi cinico. Lo studio dei caratteri, la satira delle vanità e delle debolezze della vita domestica fanno di questo romanzo una delle più efficaci commedie di costume del periodo Regency inglese.

Emma di Jane Austen

Pubblicato per la prima volta nel 1815, "Emma" è l'ultimo romanzo che Jane Austen vide edito e, a giudizio unanime della critica, il suo capolavoro. La protagonista, Emma Woodhouse, è una giovane donna bella, ricca e intelligente; figlia della benestante borghesia inglese, diventa amica di Harriet Smith, una donna di ben diverse fortune. Ma Emma, senza tener conto della differenza di classe sociale, si ostina a voler trasformare l'amica in una donna di grande fascino, un essere costruito a sua immagine e somiglianza. E nel frattempo non esita a intrecciare un flirt con un giovanotto, Frank Churchill... "Emma" - opera di grande complessità, costruita su un intreccio di storie e personaggi - è tra i romanzi della Austen quello che ottenne fin dal suo apparire la maggior risonanza; esso segna il vertice dell'arte dell'autrice, che raggiunge, pur all'interno di una struttura ancora settecentesca, uno stile di estrema eleganza e nitore. Un grande classico della letteratura europea.

La casa degli Spiriti di Isabel Allende

L'amore, la magia, il mistero, i sogni si intrecciano alle violenze e agli orrori della guerra cilena che portò alla ascesa di Pinochet in questo splendido romanzo di Isabel Allende. Alle "Tre Marie", splendida tenuta di proprietà di Esteban Trueba, si intrecciano le passioni dei diversi protagonisti: Clara, la moglie del proprietario, trascorre una vita avvolta nei ricordi; Fèrula, sorella di Esteban, dedica la sua vita agli altri; Blanca è innamorata di un servo del padre, Pedro, che avrà parte nella guerriglia della rivoluzione; Alba, la nipote, dovrà invece affrontare la dittatura mentre Esteban scoprirà, proprio a causa dei tragici eventi politici del suo paese, di amare innanzitutto la sua famiglia.

La signora delle Camelie di Alexandre Dumas (figlio)

L'amore profondo e puro di Margherita e di Armando, contrastato in nome delle buone regole piccolo-borghesi anche quando la "peccatrice" si redime, l'abnegazione e il sacrificio incompreso di costei, la nobiltà d'animo che pervade le ultime pagine del suo diario, elevandola sopra lo stesso mondo che aveva puntato contro di lei l'indice accusatore, ci fanno dimenticare carrozze e cavalli e vivono in quanto sentimenti umani e perpetuabili.

Le affinità elettive di Johann Wolfgang Goethe

In questo romanzo scritto da Johann Wolfgang Goethe all'età di sessant'anni nel 1809, il grande scrittore tedesco affronta il tema della coppia e del matrimonio, del vincolo contratto con piena adesione morale che non riesce a sfuggire però a una natura che impone le sue leggi indifferenti sia al cuore umano sia alle reazioni tra gli elementi chimici. Da una parte nasce il bisogno di 'essere', così violento nella passione che sgorga improvvisa e perentoria, dall'altra l'inclinazione di voler "scegliere" per sentirsi uomini liberi.

Madame Bovary di Gustave Flaubert

Subito accusato di immoralità, di offesa alla religione e ad altro ancora, Madame Bovary, alla sua prima uscita, destò in Francia e in tutto il mondo un vero e proprio putiferio. Fu comunque il successo. Le vicende della giovane signora di provincia che vive per mettere in pratica un romanticismo rosa, il racconto delle sue passioni, dei suoi tradimenti, del suo scivolare tragico dal perbenismo più provinciale all’onta del tradimento sentimentale e sessuale, costituiscono, grazie all’arte di Flaubert, una delle letture più avvincenti e coinvolgenti che la letteratura mondiale possa proporre.

Cime Tempestose di Emily Bronte

Unico romanzo di Emily Bronte, pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di Ellis Bell un anno prima della sua prematura morte all'età di trent'anni, rappresenta una delle opere più significative, intense e originali di tutta la letteratura inglese. L'autrice narra la storia di un grande e appassionato amore con tale immaginazione, veridicità e densità emotiva che sembra richiamare addirittura la semplicità e l'autenticità delle tragedie antiche.

L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera

"Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell'intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere. (Italo Calvino) Chi è pesante non può fare a meno di innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell'aria, tra il fantastico e il possibile: mentre i leggeri sono respinti dai loro simili e trascinati dalla 'com-passione' verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Così accade nel romanzo: Tomas ama Tereza, Tereza ama Tomas: Franz ama Sabina, Sabina (almeno per qualche mese) ama Franz; quasi come nelle ""Affinità elettive"" si forma il perfetto quadrato delle affinità amorose.

Casa di bambole di Henrik Ibsen

La protagonista femminile è  una donna che si comporta come una bambina capricciosa che gioca e si diverte tutto il giorno e si rabbuia per futili motivi. Il mutamento e la presa di coscienza di Nora avvengono improvvisamente quando finalmente capisce che suo marito non era in realtà quella nobile creatura che lei sperava che fosse. Nora comprende che il suo ruolo in quel matrimonio durato 8 anni, è stato quello di una semplice e bella marionetta costretta a vivere in una casa di bambola, come aveva d'altronde sempre fatto fin dalla nascita. Helmer la chiama  "lucherino", considerandola alla stessa stregua di un'animale domestico  rumoroso e vivace. Nora è ricattata da Krogstad a causa di un prestito illecito che lei aveva contratto, falsificando la firma del padre, per salvare la vita di suo marito. Quando suo marito Helmer scopre il fatto, viene assalito dall'ansia e dal tormento di perdere la propria reputazione. Quest'angoscia annebbia ogni altro pensiero e, in preda alla disperazione, dichiara a Nora che allontanerà quella che ora egli considera una indegna moglie dalla cura dei suoi figli, senza riconoscere che il gesto anche se compromettente, era stato dettato dall'amore per lui. Grazie all'intervento di un'amica di Nora, che dichiara a Krogstad di volersi sposare con lui, il ricatto che minacciava la famiglia della protagonista viene annullato. Helmer, appena appresa la felice notizia, prorompe esclamando "sono salvo!", e perdona all'istante sua moglie. Per Nora, però, la vita non può ritornare ad essere quella di prima: è troppo tardi.  Ella decide, quindi, di abbandonare suo marito in cerca della sua vera identità e, come dice lei stessa ad Helmer, per "riflettere col mio cervello e rendermi chiaramente conto di tutte le cose".

Guerra e Pace di Lev. Tolstoj

Riguarda la storia di due famiglie  i Bolkonskij e i Rostov, durante la la campagna napoleonica in Russia (1812)). Tolstoj paragonava la sua opera alle grandi creazioni omeriche, e nella sua immensità Guerra e pace si potrebbe dire un romanzo infinito, nel senso che l'autore sembra essere riuscito a trovare la forma perfetta con cui descrivere in letteratura l’uomo nel tempo. Denso di riferimenti filosofici, scientifici e storici, il racconto sembra unire la forza della storicità, e la precisione drammaturgica. Per la precisione con cui i diversissimi piani del racconto si innestano all'interno del grande disegno fonologico e filosofico dell'autore, Guerra e pace potrebbe definirsi la più grande prova di epica moderna, e un vero e proprio "miracolo" espressivo e tecnico.

La coscienza di Zeno di Italo Svevo

Nella coscienza di Zeno persiste l’essenziale vocazione analitica del protagonista, il quale ha le stesse caratteristiche di “antieroe” incapace di vivere come gli altri, l’uomo che sperimenta su di sé, in una gamma che va dalla disperazione tragica all’ironico sorriso di compatimento, la sua assenza della vita. Non mancano però le note nuove: il contenuto autobiografico qui si manifesta nella formula del monologo interiore; c’è un intervento più maturo dell’esperienza psicanalitica e affiora una sorta di fine umorismo e insieme di razionale scetticismo tipico di Zeno rispetto al grigiore interiore degli altri personaggi sveviani. Per concludere con le parole di Montale, “ La coscienza di Zeno è una grande commedia psicologica…Non esiste  narratore moderno che più di Svevo abbia allargato la conoscenza dell’anima umana”.

Delitto e Castigo di Fedor Michajlovic Dostoevskij

"E' il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).


 

 

Le donne dei "Classici" sono di una grande modernità

     
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