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Emergenza siccità Africa orientale

 
     
 

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  Raccolta fondi
     
  La più grave siccità
     
  Aiuto alimentare
     
  I serbatoi
     
  La deforestazione
     

 
 

Raccolta fondi

Quattro paesi in Africa Orientale sono oggi colpiti dalla peggiore siccità registrata negli ultimi 60 anni. L’Etiopia, la Somalia, il Kenya e il Sud Sudan si trovano infatti a fronteggiare una crisi che riguarda 11 milioni di persone in un’area delle dimensioni della Francia. AGIRE ha quindi deciso il lancio di un appello congiunto di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi e sostenere le attività di emergenza delle nove ONG associate - ActionAid, Amref, Avsi, Cesvi, Cisp, Coopi, Intersos, Save the Children e il Vis – già presenti nei paesi colpiti.


La più grave siccità

10 milioni di persone rischiano la vita per la più grave siccità che si è abbattuta sul Corno d'Africa degli ultimi 60 anni.
Le cisterne di raccolta dell’acqua piovana si svuotano, l’acqua dei bacini idrici evapora e la popolazione spesso è costretta a ricorrere a fonti non protette, rischiando così di contrarre malattie legate all’uso di acqua contaminata.
Nel distretto di Kaloleni l’ufficio idrico ha cominciato a trasportare l’acqua via gomma. Trasportare un metro cubo d’acqua costa 34 centesimi al chilometro e il budget mensile del distretto per questo tipo di servizio si è esaurito a metà luglio, lasciando a secco molte comunità.
Anche la divisione di Bamba beneficia dell’acquedotto, ma solo la metà circa dei 50 mila abitanti del divisione è servita dalla rete idrica. L’altra metà deve arrangiarsi affidandosi a diversi metodi di raccolta dell’acqua piovana. La sfida strutturale, per ampie zone del Kenya, è quella di creare infrastrutture idonee alla raccolta e alla conservazione dell’acqua piovana – qui le falde sono pessime e ci sono pochissimi pozzi artesiani – nonché alla sua protezione per gli usi civili.


Aiuto alimentare

Il cibo scarseggia nei mercati e, quando è disponibile, il suo costo è raddoppiato o triplicato. L’impennata dei prezzi è determinata dalla debolezza della moneta nazionale, e dall’aumento del costo del carburante. Il risultato è che anche chi si può permettere di acquistare un po’ di cibo - e sono moltissimi quelli che non possono permetterselo – sarà costretto a dimezzare le proprie razioni.
Le comunità agricole che nel complesso avranno raccolti che non raggiungeranno, in media, più del 15-20% delle attese, stanno per affrontare una fase di grandi difficoltà.
Il bestiame sta morendo.
Ampi settori della popolazione sono esclusi da qualsiasi forma di aiuto alimentare e per numerose comunità la fame è già oggi una realtà.

I serbatoi

Tutte le scuole dispongono di serbatoi, la cui capacità può variare dai 10mila ai 50mila litri, sono utili per usufruire di acqua pulita durante la stagione delle piogge non per affrontare i periodi di siccità.
In una scuola di 800 bambini equivale a 12,5 litri di acqua a testa, che si esauriscono molto rapidamente quando le precipitazioni cessano completamente per quattro, cinque o sei mesi.
Il programma governativo di aiuti alimentari prevede un pasto quotidiano per gli studenti che nella maggior parte dei casi rappresenta l'unico della giornata. Non è raro vedere giovani studenti collassare a terra mentre attendono di mangiare.
Il programma non è attivo in tutte le scuole e nelle aree che non ne beneficiano si è registrato un crollo delle iscrizioni del 75%. Inoltre è attivo solo quando le scuole sono aperte e al momento non è chiaro cosa accadrà nel mese di chiusura , tra la fine di luglio e settembre.
Né le scuole né il governo, infatti, sembrano aver elaborato un piano per le prossime settimane.

La deforestazione

In una delle aree più aride del distretto di Kaloleni vive il signor Kajembe. La sua famiglia di 12 persone include sei bambini piccoli e dipende da un fazzoletto di terra di un acro e mezzo. Il raccolto è andato male. Il bestiame muore.
Per assicurare la sopravvivenza ha cominciato ad abbattere alberi per produrre carbone di legna. Riesce a produrne un sacco alla settimana, che rivende per circa 3 euro.
L’impennata dei prezzi del carburante, infatti, ha alimentato la domanda di combustibili.
La produzione di legname e carbone di legna oggi garantisce la sopravvivenza quotidiana ma pone una grave ipoteca sul loro futuro. La deforestazione, infatti, sta aumentando l’erosione del suolo e riduce la capacità del terreno di trattenere l’acqua.



 

 

quattro paesi in Africa Orientale sono colpiti dalla peggiore siccità registrata negli ultimi 60 anni

     
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